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7 Destination Dupe da salvare subito

Alternative a Maldive, Polinesia e Marrakech: scopri i destination dupe testati sul campo per viaggiare in posti incredibili senza spendere una fortuna.

Aggiornato il 7 min di lettura 4 letture
Siargao Filippine – Bora Bora
Siargao Filippine – Bora Bora

Quattordici ore di volo per un atollo nell’Oceano Indiano e una fattura da quattro cifre a notte. È questa la tassa invisibile che continuiamo a pagare per un’estetica che i social ci hanno convinto essere obbligatoria. Negli ultimi tre anni mi sono imposto un piccolo pallino: smontare la narrazione del turismo da copertina per capire dove finisca la bellezza reale di un posto e dove inizi la pura speculazione sulla reputazione del nome.

Parlare di destination dupe oggi va di moda, ma molti ci sono cascati male. L'errore è credere che due posti siano uguali solo perché l'acqua ha la stessa sfumatura di azzurro se la guardi da uno schermo di cinque pollici. Se cerchi il clone perfetto di Bora Bora spendendo due soldi, rimarrai deluso. Se invece impari a separare l'estetica di facciata dall'esperienza vera e propria, scopri posti che gli originali li superano a destra per vita, sapore e costi.

Se stai sognando mete come Maldive, Polinesia o Marocco ma l'idea di svenarti ti fa passare la voglia, queste sono le alternative che ho testato sul campo, con i loro pregi e i loro compromessi.

Siargao invece della Polinesia

I bungalow sospesi sulla laguna di Bora Bora viaggiano sereni sopra i mille euro a notte, ai quali devi sommare i voli interni su navette che hanno il monopolio dei prezzi. Quando sono arrivato a Siargao, nelle Filippine, ho ritrovato quella stessa luce pazzesca che taglia le palme al tramonto, ma senza quella sensazione di stare in un diorama per ricchi.

A Siargao si gira in scooter con la tavola a fianco lungo la Siargao Circumferential Road. Ti fermi a fare un bagno nelle pozze naturali di Magpupungko, spingi la barca verso la laguna di Sugba e la sera mangi pesce alla griglia con i piedi nella sabbia per dieci euro. Il compromesso? Nessun maggiordomo che ti porta la colazione su una piroga. Qui ti servono pazienza e spirito d'adattamento.

Il Salento Jonico a inizio estate invece delle Maldive

Esistono circa quattordici giorni, tra la fine di maggio e le prime due settimane di giugno, in cui la costa pugliese tra Porto Cesareo e Pescoluse sembra un miraggio. La calca estiva non è ancora arrivata e il mare ha una trasparenza che ti disorienta. Camminando sulla secca di Punta Prosciutto in quei giorni di inizio estate, con l'acqua bassissima e la sabbia chiara, il colpo d'occhio è quasi indistinguibile da un atollo.

Certo, la magia dura poco: ad agosto la zona si trasforma in un girone dantesco e l'effetto isola deserta svanisce all'istante. Ma se azzecchi la finestra temporale giusta, hai la stessa palette cromatica delle Maldive senza dover fare il passaporto né soffrire il fuso orario.

Salalah invece delle Maldive (se cerchi la natura, non il resort)

Se delle Maldive ti affascina l'idea di scappare dal mondo, ma odi l'idea di rimanere bloccato per una settimana su un pezzo di sabbia lungo trecento metri dove ogni acqua minerale ti costa otto dollari, metti sulla mappa il sud dell'Oman.

A Salalah, nella regione del Dhofar, la costa incontra il mare con una forza pazzesca. Ricordo ancora il momento in cui ho guidato il fuoristrada giù verso Fazayah Beach: scogliere a picco, sabbia dorata, acqua limpidissima e nessun altro intorno se non due cammelli che passeggiavano tranquilli sulla battigia. Niente idrovolanti da prenotare, niente cene luculliane obbligatorie da trecento euro. Solo un noleggio auto da trenta euro al giorno e una libertà totale.

Taroudant e Tafraoute invece di Marrakech

Marrakech è bellissima, ma ultimamente sembra diventata la scenografia di se stessa. Tra motorini che ti sfrecciano a un centimetro, venditori aggressivi e gente in posa per i video, ritrovare un briciolo di utenticità è un'impresa faticosa. Per respirare l'atmosfera vera del Marocco bisogna scendere a sud, verso Taroudant.

La chiamano la "piccola Marrakech", ma la differenza la senti subito con il naso. Quando ho varcato la porta di Bab El Zorgan, l'odore dominante era quello del pane fresco appena sfornato nei forni di quartiere, non i fumi di scarico. E spingendosi ancora più a sud verso Tafraoute, ci si ritrova immersi tra montagne di granito rosa e villaggi berberi dove l'ospitalità è ancora un gesto spontaneo, non un servizio in conto vendita.

Khiva e Bukhara invece di Samarcanda o delle città imperiali

Khiva e Bukhara invece di Samarcanda o delle città imperiali

In molti sognano le atmosfere mediorientali o le architetture delle fiabe antiche e finiscono sui soliti circuiti turisticizzati. L'Uzbekistan è la vera sorpresa per chi cerca storia pura a prezzi ancora ridicoli.

Mentre Samarcanda ha subito restauri così pesanti da sembrare quasi troppo pulita, Khiva è un'altra storia. Camminare all'interno di Ichan Kala, la cittadella fortificata in mattoni crudi, ti fa sentire dentro una carovana della Via della Seta. I treni ad alta velocità per spostarsi tra una città e l'altra costano una quindicina di euro, un piatto di Plov caldissimo con pane e tè ti viene a costare meno di cinque euro e il livello di sicurezza in strada è straordinario.

Il Lago Koman invece dei Fiordi Norvegesi

Salire sul traghetto scassato che da Koman porta a Fierza, nell'Albania del nord, è una di quelle cose che ti resettano il cervello. Ti ritrovi dentro una gola strettissima, con pareti di roccia calcarea a picco su un'acqua verde smeraldo che ti fa pensare immediatamente alla Norvegia e ai suoi fiordi più famosi.

La differenza la vedi quando apri il portafogli. In Norvegia tra traghetto, noleggio e un panino al volo ti parte mezza paga. Sul lago Koman la traversata costa dieci euro. Il rovescio della medaglia? Le strade per arrivarci sono messe come sono messe, piene di buche e tornanti. Devi guidare piano e non aver fretta, ma la vista ripaga ogni scossone.

khiva

L'Isola di Flores invece della Polinesia selvaggia

La Polinesia non è solo barriera corallina: è soprattutto natura vulcanica, picchi verdi che cascano nel blu e un senso di isolamento primordiale. Se cerchi quella sensazione di natura selvaggia senza dover accendere un mutuo, devi guardare a est di Bali, verso l'isola di Flores.

Partendo da Labuan Bajo verso l'interno si attraversano villaggi tradizionali arrampicati sulle montagne come Wae Rebo, immersi nella nebbia e circondati da una vegetazione fittissima. Con le imbarcazioni locali in legno si raggiungono le spiagge rosa di Padar e il parco di Komodo. L'acqua ha una trasparenza irreale, ma la terraferma conserva una ruvidezza e una biodiversità che la Polinesia, con le sue isolette piatte e lontane da tutto, semplicemente non possiede.

Un piccolo filtro prima di partire

Ogni volta che valuto un'alternativa economica a una meta famosa, mi faccio sempre due domande per evitare delusioni:

  • Sto cercando la foto o l'esperienza? Se il tuo obiettivo è fare esattamente la foto sul pontile di legno con la piscina privata, non ci sono scorciatoie: devi andare nel resort costoso. Se cerchi il mare bello, il cibo vero e la sensazione di stare da un'altra parte, il dupe vince a mani basse.
  • Quanto conta il comfort per me? Risparmiare significa quasi sempre rinunciare a qualche comodità: uno scalo in più, una strada sterrata, una guesthouse a gestione familiare invece della hall con il marmo.

Viaggiare bene oggi non è una questione di quanti soldi puoi permetterti di buttare sul tavolo, ma di quanto sei disposto a guardare un po' più in là di quello che ti mostrano tutti gli altri.

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